La nevralgia del pudendo fa parte delle sindromi del dolore pelvico cronico ed è definito come dolore di tipo neuropatico (sensazioni di spilli, scariche elettriche, formicolio, prurito, bruciore, sensazione di corpo estraneo nel retto, ecc.) nell’area pelvica con possibili irradiazioni ai genitali esterni, alla regione lombare, al sacro e coccige, alla radice delle cosce da almeno 6 mesi.
Il dolore si manifesta soprattutto in posizione seduta, tende a migliorare in stazione eretta e si allevia o scompare da sdraiati. La sede di dolore corrisponde al territorio innervato dal nervo pudendo ed è spesso associato a sensibilizzazione della pelvi con problematiche:
– urinarie: pollachiuria, disuria, tenesmo, stranguria, ecc.;
– ginecologiche: dolore ai rapporti, sensazione di corpo estraneo, ecc.;
– anorettali: stitichezza, proctalgia fugax, ragadi, emorroidi, dolore durante la defecazione, ecc.;
– sessuali: sensazione costante di eccitazione, dolore conseguente ad orgasmo, ecc.;
– intestinali: colon irritabile;
– dolore mio-fasciale ai glutei.
La sensibilizzazione centrale che si riscontra nella nevralgia del pudendo è causa della diminuzione della soglia del dolore e dell’aumento della durata e intensità della risposta dolorifica, infatti anche un lieve tocco cutaneo ha come risposta un sintomo doloroso (allodinia) o stimoli normalmente nocivi vengono percepiti come amplificati (iperalgesia).
Nei pazienti sono caratteristici ansia, depressione, paura del dolore e angoscia associati a diminuzione della qualità di vita. La diagnosi si basa sui sintomi riferiti dal paziente, sull’esame obiettivo e sull’esclusione di patologie specifiche del pavimento pelvico. Le indagini diagnostiche utilizzate sono studi elettrofisiologici, risonanza magnetica, defecografia a risonanza magnetica e iniezioni di anestetico locale per conoscere il sito in cui il nervo è intrappolato. Attualmente la diagnosi non è immediata, infatti il ritardo diagnostico è di circa 5 anni.

PRINCIPALI CAUSE

Qualsiasi patologia che coinvolge il decorso del nervo pudendo può comportare dolore neuropatico.
Il nervo pudendo può essere danneggiato per compressione dai nervi sacro-tuberoso e sacro-spinoso nel 42% dei casi, può andare in sofferenza all’interno del canale di Alcock nel 26% dei casi, può rimanere intrappolato nel muscolo piriforme, e nel 17% per concause.
Il sito della lesione determina il sito del dolore percepito e sintomi associati.
La nevralgia del pudendo può scatenarsi come conseguenza di eccessiva attività sportiva (soprattutto la bicicletta), lavori usuranti, parto, alterazioni posturali, secondario a interventi chirurgici, fratture del bacino, eventi traumatici (es. cadute sul coccige) e utilizzo costante di farmaci con effetto di tossicità sui nervi (ad es. gli antibiotici).
La correlazione tra dolore pelvico e contrattura muscolare è stata evidenziata in diversi studi ed è accertato che la disfunzione del pavimento pelvico comporta un’alterazione dei visceri pelvici e viceversa. La contrattura muscolare può essere causa o conseguenza di nevralgia del pudendo. I pazienti affetti da dolore pelvico presentano spasmi muscolari, aumento del tono muscolare e trigger point, ovvero zone rigide e contratte all’interno di un muscolo e possono essere localizzati sui muscoli del pavimento pelvico e nei muscoli adiacenti come glutei, ileopsoas e addominali. Alcune posture o posizioni possono ridurre il dolore o aumentarlo.

LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Il ruolo del fisioterapista è di primaria importanza per il trattamento della nevralgia del pudendo, in associazione al medico specialista ed allo psicologo.
Il trattamento fisioterapico mira al rilassamento della muscolatura del pavimento pelvico e della muscolatura adiacente, al trattamento dei trigger point e della fascia. Si insegnano esercizi di rilassamento dei muscoli perineali, esercizi di stretching, di respirazione e automassaggio. Si consigliano specifiche posture da tenere durante la giornata e si suggeriscono norme comportamentali per la riduzione del dolore.
Gli interventi di terapia fisica includono: terapia elettromagnetica, radiofrequenza, stimolazione del nervo tibiale posteriore (TTNS) e correnti antalgiche (TENS).
La cura farmacologica prevede antineuropatici, antidolorifici, miorilassanti e integratori. Solo in casi selezionati e non rispondenti alle terapie conservative si consigliano iniezioni di tossina botulinica ai muscoli coinvolti, iniezioni di anestetico locale (utilizzate anche per la diagnosi), decompressione chirurgica del nervo pudendo e neuromodulatore sacrale.

Dott.ssa Cinzia Romagnoli

BIBLIOGRAFIA

  1. Linee guida EAU, European Association of Urology, sul dolore pelvico cronico, Edizione 2019.