La Stipsi è una delle problematiche gastroenterologiche più diffuse. Viene descritta come una sindrome (1), cioè un insieme di sintomi, segni clinici ed alterazioni comportamentali, e può avere diverse cause.
Si stima che ne soffra almeno 1 italiano su 10, con percentuali attorno al 15% nella popolazione adulta a livello mondiale, ed interessa prevalentemente le donne con un rapporto 1,5:1 (2). È spesso associata ad altri disturbi gastroenterici, come la dispepsia ed il reflusso gastroesofageo.
Il termine “stipsi” viene utilizzato dal Paziente per descrivere un insieme di disturbi gastrointestinali che vanno dalla difficoltà di evacuazione al gonfiore addominale, all’assenza di stimolo, fino alla necessità di “aiutarsi” con lassativi o manovre manuali (3).
Facciamo quindi un po’ di chiarezza sulla terminologia!

  • Costipazione: sinonimo di stipsi (nel linguaggio comune, stitichezza)
  • Defecazione: l’evacuazione naturale volontaria delle feci.
  • Evacuazione: espulsione, volontaria o meno, di materiale dall’intestino attraverso l’ano naturale o artificiale (stomia).

QUALI SONO LE CAUSE DELLA STIPSI?

Le cause della stipsi possono essere molteplici e spesso fanno parte di quadri clinici e comportamentali più complessi. Meccanismi patogenetici ampiamente riconosciuti sono i disturbi di transito sensorimotori e le disfunzioni del pavimento pelvico. Possiamo distinguere due grandi gruppi:

  • Stipsi Primarie (o Funzionali): La stragrande maggioranza delle stipsi non riconoscono una causa nota ma sono conseguenza di un malfunzionamento intestinale, che non è riconducibile ad uno specifico quadro anatomo-patologico (come avviene per le stipsi secondarie); (4)
  • Stipsi Secondarie (che rappresentano il 5% di tutti i quadri di stipsi):
    • a farmaci (come narcotici, antipsicotici, antiepilettici, ma anche ferro, calcio, antiacidi, ecc)
    • a disfunzioni extraintestinali (neurologiche, endocrine, reumatologiche, metaboliche o psicologiche)
    • a disfunzioni intestinali (del colon, ano-rettali o del pavimento pelvico).

 

COME POSSO CAPIRE DI QUALE STIPSI SOFFRO?

Ricordiamo che fattori ormonali (soprattutto nelle donne), abitudini alimentari, comportamentali e posturali, sedentarietà, stress psicofisico e abuso di sostanze tra cui i farmaci, contribuiscono pesantemente all’instaurarsi di alterazioni della fisiologia del nostro alvo (4, 5). È quindi fondamentale una accurata valutazione da parte del Medico Curante e dello Specialista di riferimento, oltre che del Fisioterapista, non solo dei sintomi defecatori ma del quadro clinico generale.
Mentre per le Stipsi Secondarie la causa è sempre riconducibile ad una patologia o terapia specifica, nel caso della Stipsi Primaria possiamo distinguere due diversi quadri sintomatologici (6):

  1. Stipsi da Rallentato Transito (Colonic Dismotility), caratterizzata da una frequenza ridotta del numero di evacuazioni, con o senza difficoltà a percepire lo stimolo defecatorio. 
In questo caso è presente una inefficienza della motilità propulsiva del colon (peristalsi), ovvero il materiale fecale procede a rilento nel suo percorso attraverso l’intestino a causa di ridotte o assenti contrazioni della muscolatura intestinale (7).
  2. Stipsi da Defecazione Ostruita o Espulsiva (Obstructed Defecation Syndrome), ovvero una difficoltà nella fase espulsiva della defecazione con percezione di un ostacolo alla fuoriuscita delle feci, per cui è richiesto uno “sforzo” intenso. Questi pazienti hanno un normale tempo di transito intestinale, ma un rallentamento nella regione rettosigmoidea, anche se esistono quadri misti (8).
    La difficoltà espulsiva può essere dovuta ad alterazioni anatomiche della regione ano-rettale (come prolassi, rettocele, intussuscezione o sindrome del perineo discendente), che vanno meccanicamente ad ostacolare la fuoriuscita delle feci, oppure ad alterazioni della coordinazione tra la muscolatura del pavimento pelvico e la pressione addominale (come si verifica nei casi di Dissinergia Addomino-pelvica o per contrazione paradossa del muscolo Puborettale) (9, 10).

COME POSSO RISOLVERE LA MIA STIPSI?

Sui medicamenti per la cura della stipsi si potrebbero scrivere libri. La grande diffusione di questa problematica ha fatto sì che il mercato si sia adattato con una proposta sempre più vasta e costosa (11, 12) di integratori, tisane, farmaci, lassativi, idrocolonterapia e chi più ne ha più ne metta, basata spesso sul passaparola e la cui efficacia non è sempre riconosciuta. 
Affidare la risoluzione della stipsi solamente alla continua assunzione di queste sostanze, però, non ha senso: devono essere necessariamente integrati e combinati con altre strategie!
Il concetto alla base della risoluzione di questi disturbi è la presa in carico globale della persona che ne soffre, considerando non solo gli aspetti anatomo-fisiologici, ma anche comportamentali e psicologici e l’impatto sulla Qualità di Vita (13).
Gli strumenti più affidabili per quantificare la gravità della stipsi sono il Constipation Severity Instrument per la Stipsi e l’Obstructed Defecation Syndrome Score per la Defecazione Ostruita. Il Constipation-Related Quality of Life è, invece, un eccellente strumento per la valutazione della qualità di vita del paziente (14).
Le tecniche di Riabilitazione del pavimento pelvico, quando eseguite da Fisioterapisti esperti e per forme di stipsi ben selezionate, sono il primo approccio e spesso risolutive, perché prevedono una educazione alla gestione del problema (15).
Un protocollo di fisioterapia che preveda esercizio terapeutico applicato al pavimento pelvico (PFMT) è efficace nell’eliminare alcuni sintomi della stipsi funzionale in pazienti di sesso femminile (16). Il biofeedback si è rivelato una terapia efficace, multidisciplinare e senza effetti collaterali nel trattamento dei disordini gastrointestinali, con percentuali di risoluzione attorno al 70% (17).
Lo stesso vale per gli interventi chirurgici orientati a risolvere una ostruzione meccanica a livello rettale, che spesso devono essere associati ad un percorso pre o post-chirurgico (18).
Consigliamo pertanto ai colleghi di indirizzare i Pazienti, direttamente o tramite il MMG, a Specialisti che si occupino in modo specifico di questi disturbi (Gastroenterologo/a, Coloproctologo/a, Fisioterapista formato/a nella Riabilitazione del Pavimento Pelvico, Psicologo/a e Nutrizionista), ed ai Pazienti di affidarsi solo a Professionisti Sanitari per la presa in carico del proprio percorso di Salute.

BIBLIOGRAFIA

  1. Messelink B, Benson T, Berghmans B, et al. Standardization of terminology of pelvic floor muscle function and dysfunction: report from the pelvic floor clinical assessment group of the International Continence Society. Neurourol Urodyn. 2005;24(4):374-380. doi:10.1002/nau.20144
  2. Mugie S.M. Benninga M.A.Di Lorenzo C. Epidemiology of constipation in children and adults: a systematic review. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2011; 25: 3-18
  3. Pare P. Ferrazzi S. Thompson W.G. et al. An epidemiological survey of constipation in Canada: definitions, rates, demographics, and predictors of health care seeking. Am J Gastroenterol. 2001; 96: 3130-3137
  4. Benninga M, Candy DC, Catto-Smith AG, et al. The Paris Consensus on Childhood Constipation Terminology (PACCT) Group. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2005;40(3):273-275. doi:10.1097/01.mpg.0000158071.24327.88
  5. Dukas L, Willett WC, Giovannucci EL. Association between physical activity, fiber intake, and other lifestyle variables and constipation in a study of women. Am J Gastroenterol. 2003;98(8):1790-1796. doi:10.1111/j.1572-0241.2003.07591.x
  6. Rao S.S. Bharucha A.E. Chiarioni G. et al. Functional anorectal disorders. Gastroenterology. 2016; 25: 25
  7. Keller J, Layer P. Intestinal and anorectal motility and functional disorders. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2009;23(3):407-423. doi:10.1016/j.bpg.2009.02.012
  8. Ellis CN, Essani R. Treatment of obstructed defecation. Clin Colon Rectal Surg. 2012;25(1):24-33. doi:10.1055/s-0032-1301756
  9. Khaikin M, Wexner SD. Treatment strategies in obstructed defecation and fecal incontinence. World J Gastroenterol. 2006;12(20):3168-3173. doi:10.3748/wjg.v12.i20.3168
  10. Rao SS, Welcher KD, Leistikow JS. Obstructive defecation: a failure of rectoanal coordination. Am J Gastroenterol. 1998;93(7):1042-1050. doi:10.1111/j.1572-0241.1998.00326.x
  11. Martin BC, Barghout V, Cerulli A. Direct medical costs of constipation in the United States. Manag Care Interface. 2006;19:43–49.
  12. Gálvez C, Garrigues V, Ortiz V, Ponce M, Nos P, Ponce J. Healthcare seeking for constipation: a population-based survey in the Mediterranean area of Spain. Aliment Pharmacol Ther. 2006;24(2):421-428. doi:10.1111/j.1365-2036.2006.02981.x
  13. Wald A, Scarpignato C, Kamm MA, et al. The burden of constipation on quality of life: results of a multinational survey. Aliment Pharmacol Ther. 2007;26(2):227-236. doi:10.1111/j.1365-2036.2007.03376.x
  14. Bove A, Pucciani F, Bellini M, et al. Consensus statement AIGO/SICCR: diagnosis and treatment of chronic constipation and obstructed defecation (part I: diagnosis). World J Gastroenterol. 2012;18(14):1555-1564. doi:10.3748/wjg.v18.i14.1555
  15. Remes-Troche JM, Paulson J, Yamada T, et al. Anorectal cortical function is impaired in patients with dyssynergic defecation. Gastroenterology 2007;108:A20.
  16. Dehghan FM, Frootan M, Javanbakhti M, et al. The effects of a physiotherapy program based on education and pelvic floor muscle training on chronic functional constipation. J Med Council Islamic Republic Iran 2013;30:400–7.
  17. Rao SS. Biofeedback therapy for constipation in adults. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2011;25(1):159-166. doi:10.1016/j.bpg.2011.01.004
  18. Levitt MA, Mathis KL, Pemberton JH. Surgical treatment for constipation in children and adults. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2011;25(1):167-179. doi:10.1016/j.bpg.2010.12.007